Circolazione veicoli esteri

Home
News immatricolazione
Art. 132 CdS

Circolazione dei veicoli con targa estera in Italia

Quando puoi circolare legalmente, quando scatta il divieto per i residenti e quali sono sanzioni e soluzioni
(immatricolazione, radiazione per esportazione, casi temporanei).

La circolazione in Italia di veicoli con targa estera (UE o extra-UE) è uno dei temi più
“a rischio multa”, soprattutto per chi vive in Italia ma utilizza un’auto immatricolata all’estero
(ad esempio in Repubblica Ceca, Germania, Austria, Slovacchia, ecc.).

In questa guida trovi una spiegazione chiara e pratica:
quando puoi circolare, quando scatta il divieto, quali sono le
sanzioni e quali sono le soluzioni più comuni per mettersi in regola.


Riferimenti normativi (in breve)

  • Art. 132 Codice della Strada – disciplina generale dei veicoli immatricolati all’estero.
  • Art. 93-bis Codice della Strada – divieto di circolazione per chi è residente in Italia.

Negli ultimi anni l’impostazione è diventata più restrittiva, con controlli mirati e contestazioni frequenti
su intestazioni “di comodo” (comodati fittizi, società estere usate solo per schermare l’auto, ecc.).


✅ Quando è consentita la circolazione con targa estera

1) Se non sei residente in Italia

Se risiedi all’estero, puoi circolare in Italia con un veicolo a targa estera
a condizione che il veicolo sia regolarmente immatricolato e assicurato, e che la permanenza in Italia
non superi il limite temporale previsto.

Durata massima indicativa: fino a 12 mesi dall’ingresso in Italia
(salvo casi specifici e prova della temporaneità).

Trascorso tale periodo, in generale il veicolo deve uscire dal territorio italiano
oppure deve essere avviata la procedura per la regolarizzazione (immatricolazione in Italia,
esportazione, ecc.).

2) Se sei in Italia per motivi temporanei e documentabili

La circolazione può essere ammessa anche in presenza di situazioni temporanee, ad esempio:
lavoro transfrontaliero, studio, trasferte o permanenze limitate nel tempo.
In questi casi è essenziale poter dimostrare la condizione (contratto, iscrizione, lettera datore di lavoro, ecc.).


❌ Quando la circolazione è vietata (caso più comune)

Residenti in Italia: attenzione all’art. 93-bis CdS

Se sei residente in Italia, la circolazione con veicolo a targa estera è
generalmente vietata, anche se:

  • il veicolo è intestato a una società estera;
  • il veicolo è intestato a un familiare o a un soggetto terzo;
  • il veicolo è in leasing, noleggio o comodato.

In pratica, non basta avere “un contratto”: durante i controlli viene valutata anche la
disponibilità effettiva del veicolo e l’uso abituale da parte del residente.

Intestazioni fittizie e comodati “di comodo”

Sono spesso contestati i casi di:
comodato non credibile, contratti generici, documentazione non coerente,
o società estere create solo per “schermare” un’auto utilizzata stabilmente in Italia.


💸 Sanzioni: cosa rischi se circoli in violazione

In caso di violazione, possono essere applicate:

  • sanzioni amministrative (multe) anche rilevanti;
  • ritiro dei documenti e contestazioni immediate;
  • fermo / sequestro del veicolo nei casi previsti;
  • obbligo di regolarizzazione (immatricolazione in Italia o procedure equivalenti).

Nota: importi e procedure possono variare in base al caso concreto e agli aggiornamenti normativi.
Se vuoi, possiamo anche predisporre un paragrafo con importi “a range” e riferimenti puntuali,
ma conviene farlo solo dopo un controllo puntuale dell’ultima versione normativa.


✅ Come mettersi in regola (scelte tipiche)

In base alla tua situazione, le strade più comuni sono:

  1. Immatricolare il veicolo in Italia (se vivi stabilmente in Italia).
  2. Radiare il veicolo per esportazione (se devi trasferire definitivamente il veicolo).
  3. Dimostrare la temporaneità reale (solo se la tua permanenza è davvero limitata e documentabile).

Ogni opzione comporta costi, documenti e tempi diversi.
Per questo conviene sempre partire da un check chiaro: residenza, intestazione,
disponibilità del veicolo e uso abituale.


🚗 Focus: targa estera e Repubblica Ceca

Molti lettori arrivano qui perché utilizzano un’auto con targa ceca (o comunque estera) per ragioni
societarie o fiscali. Attenzione: se risiedi in Italia, la targa estera
non ti mette al sicuro. I controlli sono spesso mirati proprio su questi casi.


FAQ – Domande frequenti

Se sono residente in Italia posso usare l’auto intestata a una società estera?

In genere è un caso ad alto rischio di contestazione. Nei controlli viene valutato l’uso abituale e la disponibilità del veicolo.

Se mi fermano, cosa devo mostrare?

Documenti del veicolo, assicurazione valida e, se stai invocando la temporaneità, documenti che provino la tua posizione (studio, lavoro, trasferta).

Qual è la soluzione più sicura se vivo in Italia?

In genere: avviare la procedura di immatricolazione in Italia o valutare una soluzione conforme (caso per caso).


Conclusione

La circolazione con targa estera in Italia è consentita solo in situazioni ben definite.
Se sei residente in Italia, il rischio di sanzione è alto: prima di circolare conviene sempre
verificare residenza, intestazione e documentazione, evitando soluzioni “di comodo”.

Prossimo step (consigliato)

Dopo aver pubblicato questa pagina, facciamo subito anche:
Radiazione per esportazione
e poi sistemiamo Rank Math (title/meta/schema) per allineare la SERP.